2019 | NATURAL BEAUTY | Calacata Borghini | Carrara

CREDITS

cliente CALACATA BORGHINI

curatrice STEFANIA CORSINI

artist: ORTICANOODLES

Da oggi, a Carrara gli operai dell’azienda Calacata Borghini, uno dei colossi del marmo apuano, possono dire di lavorare “nel bello”: l’azienda, infatti, per celebrare i quarant’anni della sua attività, ha voluto realizzare nei suoi spazi un intervento di arte pubblica, e ha pertanto chiamati diversi street artist italiani di fama internazionale a cimentarsi sul tema della bellezza e della natura. Alla fine, è stato scelto il bozzetto del collettivo artistico Orticanoodles: l’opera, intitolata Natural Beauty, è stata eseguita sulla superficie di un carroponte, un grande macchinario che serve per movimentare i blocchi di marmo. Si tratta di uno dei rari interventi di street art italiani realizzati in un ambiente lavorativo in attività.

“Volontà dell’azienda”, si legge in una nota di Calacata Borghini, “è stata promuovere un’iniziativa artistica, declinata in una forma di arte contemporanea e pubblica, comunicare un messaggio di bellezza e decorare il luogo di lavoro, attraverso la simbologia ideata dagli artisti con un intervento artistico voluto appositamente su un elemento industriale fortemente identificativo della realtà locale”. Non solo: apprendiamo da fonti dell’azienda che specifica intenzione della società era non solo quella di sostenere l’arte e dare a un artista (o a un gruppo di artisti) la possibilità di eseguire un intervento di portata pubblica, ma anche quella di realizzare un’opera il cui messaggio fosse rivolto a tutti e da tutti fruibile. C’è inoltre la volontà di condurre un’operazione di sovrascrittura del paesaggio urbano-industriale con un’opera che riporti gli osservatori alla natura e alla sua bellezza. Da oggi sarà dunque possibile vedere un’opera di street art in movimento in una zona industriale, e date le dimensioni del carroponte, anche i passanti potranno osservarla dalla strada.

Il lavoro di Orticanoodles si appropria del macchinario e dell’ambiente di lavoro attraverso colori e segni che intendono celebrare la bellezza naturale, la sua unicità nell’imperfezione, la forza di rigenerazione, pur senza annullare la funzione industriale del carroponte (ma anzi sottolineandola con la scelta dei colori). Non si tratta pertanto, fanno sapere gli ideatori del progetto, di una semplice decorazione, ma di un “gesto di insensata bellezza” (così lo definiscono gli artisti) nel mezzo di un contesto industriale, una storia di segno e colore raccontata dal macchinario in movimento tra i candidi blocchi di marmo.

Come colore base è stato scelto l’arancione, per due motivi: per le sue implicazioni nel mondo dell’industria (è un colore ad alta visibilità ed è quello scelto, pertanto, per diverse attrezzature industriali) e per la sua simbologia (è dato dall’unione di rosso e giallo e, in cromologia, esprime saggezza, ambizione, lusso ed equilibrio, poiché rappresenta al medesimo tempo il sorgere e il tramontare del sole ed è comunemente associato al concetto di nascita, inizio, crescita, al flusso naturale di energia e al suo equilibrio). Altri elementi caratterizzanti dell’opera sono il fiore di loto, fiore sacro per induisti e buddisti, simbolo di purezza (la struttura delle foglie gli permette infatti di rimanere pulito anche in acque fangose), femminilità, prosperità, eternità e fluire delle energie positive (era inoltre simbolo di rinascita e reincarnazione per gli antichi egizi), e il fiore di orchidea, sinonimo di raffinatezza, lusso, eleganza e sensualità ma anche stranezza, unicità ed eccentricità (per via della sua forma e del suo profumo). Inoltre, l’orchidea in antico era anche simbolo di virilità, in virtù della sua forma, ma anche della sua forza: l’orchidea è infatti una pianta capace di resistere in climi e ambienti molto diversi tra loro. Inoltre, le orchidee sono una specie endemica delle Alpi Apuane.

“Quella di Orticanoodles per Calacata Borghini”, ha scritto il critico d’arte Alessandro Romanini nel testo che accompagna il progetto, “è un’operazione originale, che mette in sinergia la tradizione plurisecolare del marmo e della sua lavorazione, il retaggio classico del pregiato materiale con l’iconografia dell’arte contemporanea. Un elemento rilevante di questo intervento è la natura ‘olivettiana’ dell’operazione, che vede un’azienda del territorio di Carrara rispondere al richiamo della responsabilità sociale, utilizzando l’arte (da cui il territorio è caratterizzato da secoli) per riscattare un elemento puramente funzionale meccanico e riconvertirlo in dispositivo estetico che nobilita lo skyline e riattiva le dinamiche sociali e di relazione. Un’operazione che ricorda quella relativa ai ready-made delle avanguardie storiche di inizio XX secolo, che prevede la sottrazione dell’oggetto preesistente dalla sua funzione quotidiana (che in questo caso viene mantenuta), con spostamento nel contesto della contemplazione estetica (che si aggiunge a quella strumentale-operativa). Un’operazione creativa coerente con le teorie del Bauhaus, impostata sulla rigenerazione estetica e rispetto della funzionalità, sulla fede nel valore taumaturgico dell’arte nei confronti della vita di ognuno di noi.”.

Dal punto di vista della filosofia e della tecnica che sorregge Natural Beauty, l’intervento di Orticanoodles, afferma ancora Romanini, “testimonia una strategia che il collettivo ha affinato nel corso della sua prestigiosa carriera. Una strategia che mette in sinergia discipline diverse, come l’architettura e l’urbanistica ma anche l’antropologia e la sociologia e ovviamente nozione cromatologiche e psicologiche, il tutto inserito in dinamiche site specific e di attenzione per la salvaguardia dell’ambiente. Dagli inizi caratterizzati dalle operazioni di stickering e dall’affissione di manifesti da loro progettati e realizzati, si sono evoluti in una forma creativa impostata su una codificazione pop, incentrata sull’uso della tecnica dello stencil e del concept dello “stencil on stencil”, dove i ritratti di personaggi iconici e mass-mediatici, si sovrappongono alle parole del lettering al fine di creare una sinergia fra soggetto e messaggio. L’intervento di Carrara rappresenta l’ultimo step di maturazione e consapevolezza di […] uno spirito olivettiano del collettivo creativo. Un’attitudine che porta gli Orticanoodles a fare della collaborazione con aziende particolarmente sensibili alla responsabilità sociale, uno dei pilastri portanti della loro strategia operativa e della loro poetica. Affrancati da qualsiasi istanza luddista, coscienti che solo l’interazione fra le varie componenti del tessuto sociale e produttivo, fra la creatività e la sensibilità della dimensione produttiva, in un’accezione legata alla visione che dal Bauhaus arriva ai nostri giorni, possa produrre risultati tangibili ed efficaci per i territori riguardati. […] Per l’intervento a Carrara, che prende spunto dalla celebre frase del principe Miskin dell’Idiota di Dostoevskij ‘la bellezza salverà il mondo’, l’esecuzione è avvenuta tramite l’antica tecnica delle matrici a spolvero. La citazione è anche una sorta di manifesto che gli artisti e la committenza hanno condiviso e su cui la Calacata Borghini (attraverso la Marbo Srl) li ha chiamati a riflettere per elaborare l’opera“.

SOURCE: FINESTRE SULL ARTE